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LIVE ROCK FESTIVAL 2004

8-12 SETTEMBRE

mercoledì 8

muddy’ he – chew-z – diego deza y su banda

giovedì 9

roberto bernardini – riccardi tesi & banditaliana – malavida

venerdì 10

jessica lurie ensemble & danijel zezelj – pgr

sabato 11

omonero ensemble – suonatori da taverna e grand hotel – torpedo

domenica 12

liberal carme – baustelle – los bastardos

UN BEL CIRCO DI PERSONAGGI

Il concerto di Francesco De Gregori (anno 2003) ci consegnava un fardello di analisi da fare prima di modellare la programmazione artistica 2004. Se da un lato avevamo legittimato un’ affermazione di autorevolezza con l’esibizione di quel mostro sacro della cultura italiana, dall’altro quell’ospitalità aveva illuminato le nostre dilettantesche condizioni organizzative.
Per ospitare produzioni di quel livello non era più ammissibile presentarsi con raffazzonate e precarie dotazioni tecniche. Ancora accattonavamo strutture provenienti dai magazzini del partito, le trasportavamo con precari Fiat Lupetto e le assemblavamo negli spiragli di tempo. Le considerazioni spaziarono su altri aspetti rilevanti. Il meteo settembrino è notoriamente prodigo di perturbazioni minacciose: un palco senza copertura era un azzardo non più tollerabile. Quando in assemblea venne presentata la proposta di ospitare i PGR per l’edizione 2004, il percorso era evidente. Servivano una struttura con copertura e un service audio-luci professionale che potesse assecondare le esigenze sempre più vincolanti
delle schede tecniche.
La scelta era obbligata, nonostante la neonata associazione non avesse sufficienti economie. Riuscimmo ad ottenere un finanziamento di 20.000 euro dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena per l’acquisto di un palco e ci affidammo alla copertura del service che tuttora ci accompagna.
Non tutti conoscevano la storia dei CCCP, della trasformazione in C.S.I, della reincarnazione di quelle esperienze dirompenti nella nuova sigla PGR. Prima della scelta definitiva, la discussione verteva anche sull’ipotetica politicizzazione della manifestazione che si sarebbe verificata accogliendo quelli che furono i cantori del punk filosovietico.
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di Lorenzo Bui

Il Collettivo Piranha acquista un palco modulare con il contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Grazie alla nuova e ancora proficua collaborazione con Show Professional Service, il paco avrà da questo momento una copertura e un impianto audio e luci definitivamente professionale. Anche la scenografia è stampata e non più dipinta a mano.

Una nuova forma espositiva è allestita nell’area festival: Un po’ Africa in giardino è il titolo della mostra di Elisa Neri che realizza in cartapesta una serie di scimmie, dal candore metafisico, su cui sono pennellate citazioni tratte dai brani di Paolo Conte.

Music workshop è il seminario curato dalla sassofonista statunitense Jessica Lurie. Il Teatro dei Concordi diventa nelle prime tre giornate del festival una residenza artistica dove si approfondiscono “tecniche d’improvvisazione e composizione per musicisti/e e voci” (la sensibilità linguistica per il rispetto del genere femminile è tratta dal programma ufficiale dell’iniziativa).

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